La prima edizione italiana del classico giapponese che ha ispirato il film Perfect Days di Wim Wenders: il libro che il protagonista non smette mai di leggere. Contemplare un albero, la sua crescita prodigiosa, non è meno importante di contemplare la vita di una persona. Koda Aya ci mostra che è nella natura che si lascia intravedere il mistero della nostra esistenza. – Laura Imai Messina Ciliegi in fiore, cedri, cachi, pini, aceri, cipressi. Gli alberi del Giappone non sono solo emblemi di bellezza e incantevoli elementi del paesaggio: sono esseri senzienti, specchi dell’esistenza umana, compagni di vita con cui bisogna trascorrere tutte e quattro le stagioni per poter dire di conoscerli. In questi quindici saggi, scritti a partire dal 1971 durante percorsi tra foreste millenarie e giardini domestici, l’autrice osserva foglie, radici e cortecce con la devozione del pellegrino, con un’attenzione quasi ossessiva per il dettaglio, come la luce che filtra tra i rami. È la filosofia che ha ispirato il film Perfect Days di Wim Wenders, il cui protagonista, infatti, legge e rilegge questo libro . Tradotto per la prima volta in italiano, Alberi (pubblicato postumo nel 1992) è un affascinante e raffinatissimo viaggio alla scoperta degli alberi più straordinari del Giappone. Un’esperienza immersiva che ci invita a osservare con umiltà: a non sentirci padroni della natura, ma testimoni di una verità che si rivela soltanto a chi sa attendere. È un’opera inaspettata e preziosa sulla pazienza, sulla cura e su quei minuscoli particolari che rendono ogni giorno perfetto.