Documento umano, psicologico e culturale di enorme valore, gli scritti qui raccolti – appunti presi durante il viaggio attraverso il continente indiano nel 1911, insieme ai più importanti testi saggistici e narrativi dedicati all’Oriente – da un lato testimoniano un interesse vivo e diffuso nel mondo intellettuale europeo di inizio Novecento, dall’altro rappresentano per Hesse lo specchio di un emblematico pellegrinaggio: il tentativo di fuga dalle angustie del presente, da un vincolo familiare oppressivo, ma anche e soprattutto il ritorno alle radici, alla culla rigenerante della civiltà. L’India perde così la sua connotazione geografica per trasformarsi nel simbolo della ricerca universale di identità e completezza, immagine mitica che troverà espressione in opere immortali come Siddharta o Il giuoco delle perle di vetro.