Mondadori978-88-0465-790-397888046579032016-03-29włoski (Włochy)488Hardcover
Sulle nature dell’universo vol. IV
SCSupreme Court of the United States- 2016
- pierwsze wydanie
- 488
- stron
- włoski
- język
- 1
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Sesto giorno della Creazione: Dio dà forma al bestiame, ai rettili, agli animali selvatici. Poi crea l’uomo e la donna a sua immagine e somiglianza. Nella Genesi vengono quindi il Paradiso, l’albero della conoscenza del bene e del male, l’uomo che impone il nome a ciascun essere vivente, la tentazione a opera del serpente, la Caduta e la cacciata dall’Eden. Sono scene cruciali e piene di problemi. Quando Giovanni Scoto vi giunge, nel libro che doveva essere l’ultimo di Sulle nature dell’universo , il Maestro che ne è il protagonista teme di dover affrontare un oceano periglioso: esso, dice, « prende avvio dalle opere della sesta contemplazione profetica sull’istituzione della totalità», e « tratterà del ritorno di tutte le cose in quella natura che non crea e non è creata». Ma la difficoltà della materia e « l’incontro e lo scontro di tante diverse interpretazioni» rendono questo Libro IV « impraticabile per le ondate vorticose, scivoloso per l’ambiguità dei discorsi, pericoloso per le sirti (cioè per i tratti dottrinali oscuri)». Il viaggio attraverso l’oceano è la prima, grande immagine del Libro IV del Periphyseon : in realtà, scrive Peter Dronke, esso « è il viaggio attraverso il tema del ritorno, in tutta la sua irriducibile complessità». Non è un caso che l’Eriugena interpreti il « sei polvere e in polvere ritornerai» di Dio ad Adamo come il ritorno dell’anima umana alla « terra fertile» delle cause primordiali. Come sempre, però, il Periphyseon , questo capolavoro dell’intelligenza e dell’immaginazione del Medioevo, è pieno di suggerimenti originali: nella sua concezione delle notiones ; nel modo di leggere Gregorio di Nissa, del quale l’autore ha tradotto il trattato Sulla creazione dell’essere umano poco prima di accingersi alla composizione del gran libro, e dal quale riprende qui, sviluppandola, l’idea che ciò che Dio fece a sua immagine e somiglianza è l’anima umana; oppure nell’uso dell’« ironia» tra divina e umana per spiegare le ragioni per le quali Dio pensava che non fosse bene per il maschio esser solo e avesse bisogno di un aiuto simile a lui in veste di femmina; o infine nelle numerose e splendide allegorie del Paradiso, che non è altro se non l’uomo stesso.
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