Mark Strand, uno dei vertici riconosciuti della poesia mondiale, si ripropone con una novità che è anche una felicissima sorpresa. E lo è proprio a partire dalla forma libera prescelta, che è quella del poemetto in prosa, in genere brevissimo, spesso al confine tra poesia e microracconto. In Quasi invisibile – qui nella limpida traduzione di Damiano Abeni – il poeta osserva elementi anche minimali di una realtà molto concreta, eppure vista come in una luce paradossale, che ne deforma i movimenti e il senso. Troviamo allora frammenti di una quotidianità oscillante tra routine e insensatezza, immagini dai contorni forti e spesso accentuati o dilatati dal ricordo e dal sogno, riflessioni sulla labilità dell’esistenza. Tutto questo in un clima, per usare un’espressione dell’autore, di « malinconia ermetica», e comunque pervasiva, vicinissima all’assurdo di una condizione sempre a ridosso del vuoto e del nulla. Mark Strand agisce con ironia spesso anche beffarda, esprime una sorta di insoddisfazione quieta eppure dominante, pervasiva, che coinvolge un’ampia serie di personaggi: un banchiere, un ministro della Cultura, un viaggiatore, il padrone di una grande villa e tanti altri, tutti collocati in situazioni ambientali particolari, come fossero elementi dei più disparati luoghi e paesaggi. Il poeta è disincantato ma pronto ancora a stupirsi, è affabile e insieme a volte misterioso, compie un percorso compresso dall’irreversibile egemonia del tempo, semina tracce di intelligenza viva e inquieta prima che sopraggiunga, inevitabile, « la congiunzione luminosa di niente e tutto». Mark Strand (1934) è nato a Summerside, nella Prince Edward Island (Canada), ed è cresciuto negli USA. Quasi invisibile, la sua dodicesima raccolta di poesie, è la prima pubblicata dopo l’autoantologia del 2007 New selected Poems, tradotta da Damiano Abeni col titolo L’uomo che cammina un passo avanti al buio, e pubblicata nel 2012 da Mondadori, così come la precedente, Uomo e cammello, del 2006. È autore anche di un libro di racconti, Mr and Mrs Baby, di tre volumi di traduzioni (da Rafael Alberti, Carlos Drummond de Andrade e da poesie Quechua), di diverse antologie – tra cui in Italia, con Damiano Abeni, West of Your Cities, nuova antologia della poesia americana (Minimum fax, 2003), di monografie sui pittori contemporanei William Bailey e Edward Hopper, e di tre libri per bambini. Ha ricevuto numerosi premi e onorificenze; nel 1990 è stato nominato Poeta Laureato degli USA. Nel 1993 ha vinto il Premio Bollingen, nel 1999 il Pulitzer per la raccolta di poesie Blizzard of One e nel 2009 la medaglia d’oro dell’American Academy of Arts and Letters. Abita a New York, dove insegna Inglese e letterature comparate alla Columbia University.