Pubblicato nel 1971 e fortemente ispirato ai fatti del cosiddetto “autunno caldo” di due anni prima, Vogliamo tutto è un romanzo insieme cronachistico ed esistenziale. Il protagonista, “l’operaio-massa” nella definizione dell’autore stesso, è un uomo del Meridione che si trasferisce, come tantissimi in quegli anni, al Nord. È in cerca di occupazione e, dopo varie vicissitudini, viene assunto alla Fiat, una sorta di Terra promessa della classe operaia dove, si dice, c’è lavoro per tutti, ben pagato e sicuro. Si renderà conto, tuttavia, che la realtà è ben diversa dalle sue aspirazioni e illusioni, e prenderà parte alle lotte autonome plasmandosi una coscienza politica più consapevole e precisa. Romanzo a suo modo di formazione, sperimentale nel linguaggio ma dalla calibratissima struttura, Vogliamo tutto rimane il più riuscito testo letterario che abbia dato voce alle istanze del Sessantotto e dintorni.