Il 30 settembre 1938, il primo ministro inglese Neville Chamberlain, con una frase che l’avrebbe tormentato per il resto della vita, assicurò alla folla radunata davanti al 10 di Downing Street « la pace per il nostro tempo». Meno di un anno dopo, l’invasione tedesca della Polonia segnò l’inizio della seconda guerra mondiale, sancendo il clamoroso fallimento della strategia franco-inglese nota come appeasement , pacificazione. Dall’avvento del Führer alla Cancelleria nel 1933, ai primi giorni del Terzo Reich, fino alla battaglia di Dunkerque, Tim Bouverie ripercorre gli anni cruciali in cui tutta l’Europa dovette fare i conti con la folle smania di potere della Germania, esaminando con particolare attenzione la politica adottata dalla Gran Bretagna e – sulla sua scia – dalla Francia. Anni disastrosi di indecisione, fallimenti diplomatici, accesi confronti nelle stanze segrete del Parlamento inglese, e di scelte ispirate talvolta dal bene della popolazione e più spesso dal desiderio di affermazione personale. Attraverso approfondite ricerche d’archivio e fonti inedite, Bouverie crea un ritratto indimenticabile, appassionato e intimo, di ministri, aristocratici e diplomatici dilettanti che, attraverso le loro azioni e non azioni, hanno plasmato la politica del proprio paese e determinato il destino dell’Europa. Figure del calibro di Neville Chamberlain, del suo ministro degli Esteri Lord Halifax, del suo più stretto consigliere Horace Wilson, dell’ambasciatore in Germania Nevile Henderson – tra i più fervidi sostenitori della necessità di blandire Hitler attraverso concessioni territoriali -, ma anche dei loro oppositori, primo fra tutti l’inascoltato Winston Churchill, vengono presentate in una realistica contrapposizione di luci e ombre, sullo sfondo di una sbiadita Gran Bretagna imperiale dove il Führer godeva di un inatteso sostegno persino tra alcuni membri della famiglia reale. Oltre a costituire una preziosa ricostruzione di un momento storico delicato e di grande importanza, L’accordo racconta una lezione senza tempo sulle difficoltà di resistere all’aggressività e all’autoritarismo, e le calamità che derivano dal non farlo.